Descrizione
Quest’opera appartiene ad un ciclo dedicato alle divinità olimpiche, che ha lo scopo di darne un’immagine piu moderna e allo stesso tempo filologicamente corene con i testi classici.
Il ciclo a cui appartiene è in continuo sviluppo ed è pensato per essere usato come illustrazione in testi di argomento mitologico, quindi rivolto a chiunque fosse a tale scopo interessato.
Ares è una delle principali divinità della religione greca, secondo la mitologia figlio di Zeus ed Era.
Viene molto spesso identificato tra i dodici Olimpi come il dio della guerra in senso generale, ma si tratta di un’imprecisione perché in realtà lui è il dio solo degli aspetti più violenti della guerra e della lotta intesa come sete di sangue.
Per i Greci, Ares era un dio del quale diffidare sempre. Il suo luogo di nascita e la sua vera residenza si trovavano in Tracia, ai limiti estremi della Grecia, paese abitato da genti barbare e bellicose; e proprio in Tracia Ares decise di ritirarsi dopo che venne scoperto con Afrodite.
Anche Atena è la dea della guerra ma il suo campo di azione è quello delle strategie di combattimento e dell’astuzia applicata alle battaglie, mentre Ares si diverte e si esalta per gli scoppi di furia e violenza, più graditi da Ares se improvvisi e subdoli, che in guerra si manifestano, delle atrocità connesse o no alla guerra (risse, barbarie, razzie…), non a caso Eris, dea della discordia, secondo alcune versioni è sua sorella e gregaria.
Fra i suoi animali sacri c’erano il cane, il cinghiale e l’avvoltoio.








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