Ade





    Grafite su carta cm. 23 x 14,5 destinato ad una possibile pubblicazione

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    Descrizione

    Quest’opera appartiene ad un ciclo dedicato alle divinità olimpiche, che ha lo scopo di darne un’immagine piu moderna e allo stesso tempo filologicamente corene con i testi classici.
    Il ciclo a cui appartiene è in continuo sviluppo ed è pensato per essere usato come illustrazione in testi di argomento mitologico, quindi rivolto a chiunque fosse a tale scopo interessato.
    Appena nato, Ade fu brutalmente ingoiato dal padre.
    I suoi fratelli seguirono la stessa sorte con eccezione dell’ultimogenito Zeus, salvato dalla madre Rea, dopo anni grazie al quale il padre rigurgitò i figli.
    Ade partecipò alla Titanomachia, nell’occasione in cui i Ciclopi gli fabbricarono la kunée, o elmo dell’oscurità, un magnifico elmo magico che gli permette di diventare invisibile: si poté introdurre così segretamente nella dimora di Crono rubandogli le armi e, mentre Poseidone minacciava il padre col tridente, Zeus lo colpì con la folgore.
    In seguito, ricevette la sovranità del mondo sotterraneo e degli Inferi, quando l’universo fu diviso con i suoi due fratelli Zeus e Poseidone, che ottennero rispettivamente il regno del cielo e del mare.
    Viene annoverato saltuariamente fra le divinità olimpiche, nonostante questo sia contrario alla tradizione canonica; Ade è d’altra parte poco presente nella mitologia, nonostante sia uno degli dei più potenti, essendo essenzialmente legato ai racconti legati agli eroi: Orfeo, Teseo, Piritoo ed Eracle sono fra i pochi mortali ad averlo incontrato.
    Inoltre la tradizione lo vuole riluttante ad abbandonare il mondo dell’Aldilà: le uniche due eccezioni si ricordano per il rapimento di Persefone e per ricevere alcune cure dopo essere stato ferito da una freccia di Eracle.

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