Descrizione
Quest’opera appartiene ad un ciclo dedicato alle divinità olimpiche, che ha lo scopo di darne un’immagine piu moderna e allo stesso tempo filologicamente corene con i testi classici.
Il ciclo a cui appartiene è in continuo sviluppo ed è pensato per essere usato come illustrazione in testi di argomento mitologico, quindi rivolto a chiunque fosse a tale scopo interessato.
Afrodite è, nella religione greca, la dea della bellezza, dell’amore, della fertilità.
Secondo una versione del mito, nacque da Urano e dalla schiuma del mare, oppure secondo un’altra versione, fu figlia di Zeus e Dione.
Veniva anche venerata come dea che rende sicura l’imbarcazione.
Nella mitologia romana ha la sua equivalente in Venere, ed è affine anche ad altre divinità semitiche come Astarte e Ishtar.
La tradizione greca la vuole di derivazione orientale: Erodoto sostiene che il suo santuario di provenienza è quello di Afrodite Urania ad Ascalona, da lì i Ciprioti ne importarono il culto; mentre, per Pausania, i Fenici trasferirono direttamente il culto a Citera. Comunque sia la sua figura venne ellenizzata già al tempo di Omero: nell’Odissea la si fa originare dal santuario di Pafo nell’isola di Cipro e da ciò deriva l’espressione “Afrodite cipria”.
Quindi se è probabile una sua influenza orientale è da tener presente che il tempio di Afrodite rinvenuto a Pafo è datato al XII secolo a.C., quando vi giunsero i Micenei (Achei), mentre la colonizzazione fenicia è invece attestata al IX secolo a.C.








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