Descrizione
Quest’opera tenta di dare una visione mistica della natura ed ispirare una spiritualità relativa ad essa, o per lo meno questo è il compito che ho cercato di darmi.
Fino a quando gli esseri umani hanno conservato un atteggiamento animista nella propria cultura hanno agito come custodi, da quando hanno deciso di perderlo hanno cominciato ad essere sfruttatori.
Ed è in questa circostanza che l’arte deve rispolverare uno dei suoi compiti più arcaici, quello che ha probabilmente mosso i primi artisti tra i primi uomini alle prime raffigurazioni, ovvero una sensibilità spirituale nei confronti della natura.
Così l’arte può ispirare meraviglia e rispetto verso la dimensione naturale che ci circonda e magari persuadere i più che sarebbe ora di rivedere la nostra posizione e ridiventare custodi, perché lo sfruttamento, sul lungo periodo, non sembra essere un buon affare.
Da tutto questo discorso viene il titolo dell’opera, ovvero guardare oltre la siepe: non tenere lo sguardo fisso su i propri miseri interessi, ma guardare oltre e farsi ispirare dall’antico e sempre nuovo spettacolo che ci circonda, domandandosi che genere di uomini futuri vogliamo essere.









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