Descrizione
L’opera ha come protagonista Sileno, una divinità ellenica minore.
Era lo spirito della danza della spremitura dell’uva sul torchio ed il suo nome deriva dalle parole seiô, “muoversi avanti e indietro” e lênos “il trogolo del vino”.
Ricevette in cura da Ermes il piccolo Dioniso e lo fece allattare dalla ninfa Nisa in una grotta sul monte Nisa.
Anni dopo, mentre accompagnava Dioniso in un viaggio attraverso la Frigia, Sileno si perse e fu ritrovato da re Mida che lo trattò in modo ospitale e gli diede una guida in grado di indicargli la strada da seguire per ricongiungersi alla carovana.
L’unico che lo fa’ parlare e proprio nell’episodio di re Mida è Nietzsche nel suo celebre “La nascita della tragedia” e questo è cio che gli fa’ dire:
“L’antico mito racconta di come re Mida abbia dato la caccia per molto tempo al saggio Sileno, il seguace di Dioniso.
Quando infine gli cadde tra le mani, il re chiese quale fosse la cosa migliore e maggiormente desiderabile per gli uomini.
Rigido e immobile, il demone tace; finché, costretto dal sovrano, con un riso stridulo erompe in queste parole: Miserabile stirpe d’un giorno, figli del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te sarebbe vantaggioso non sapere? la cosa in assoluto migliore per te è del tutto irraggiungibile: non essere mai nato, non essere, essere niente. Ma la seconda cosa migliore per te è – morire presto.”








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