Descrizione
L’opera vuole sottolineare il fondamentale contributo che il gioco da allo sviluppo e il mantenimento cognitivo degli esseri umani e più estensivamente degli animali cerebralmente sviluppati.
Il gioco non deve essere prerogativa dell’età infantile ma deve accompagnare la vita di un individuo fino alla fine.
Se ciò avviene l’individuo non smettere mai di imparare, di reagire agli stimoli del mondo esterno ed interno, di adattarsi e mantenersi vitale.
Tutto ciò che si impara giocando lo si impara in condizioni di sicurezza, di tranquillità e predisposizione mentale; di conseguenza il gioco a un effetto propedeutico eccezionalmente efficace.
Come suggerisce la mia opera: senza cervello non si può giocare; con il cervello chiunque può giocare anche se fisicamente svantaggiato.
Il gioco è una questione di ingegno.








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